“Padova Soft City”: il vincitore del concorso martedì 27 ottobre. In finale, 5 idee d’avanguardia

Martedì 27 ottobre l’atto finale del Concorso di idee internazionale ideato dalla Camera di Commercio di Padova per la rigenerazione urbana sostenibile della futura Padova Smart.Programma premiaz_PadovSoftCityIl concorso di idee internazionale “Padova Soft City”, promosso e organizzato dalla Camera di Commercio di Padova in collaborazione con il Comune di Padova, gli ordini professionali di Architetti, Ingegneri e Psicologi e con il coinvolgimento dell’Associazione Padova Soft City, lanciato a livello nazionale ed europeo nella primavera scorsa, sta per completare l’ultimo tassello con la cerimonia conclusiva per testare le idee progettuali dei cinque concorrenti finalisti e celebrare il vincitore. L’evento conclusivo di premiazione si terrà martedì 27 ottobre 2015 alle ore 10 nella Sala Paladin di Palazzo Moroni a Padova, sede dell’Amministrazione comunale. Alla mattinata parteciperanno il vicesindaco del Comune di Padova Eleonora Mosco, il presidente della Camera di Commercio di Padova Fernando Zilio, il presidente dell’Ordine degli Architetti di Padova e della Consulta delle Professioni presso la Camera di Commercio, Giuseppe Cappochin, ed il presidente dell’Associazione Padova Soft City Gianni Potti. Il concorso di idee per una Padova sostenibile e in linea con gli obiettivi “Smart City” dell’Unione Europea, è di fatto una sfida particolare lanciata a imprese, professionisti, studenti e cittadini padovani ed esteri, per renderli partecipi della progettazione innovativa e, appunto, sostenibile della città 2.0: una città digitale e all’insegna dell’ecosostenibilità, del nuovo pensiero urbano e delle migliori e più performanti tecnologie. Nei mesi estivi la Commissione del concorso, formata da rappresentanti individuati dal Comune di Padova, dall’Ordine degli Ingegneri di Padova, dall’Ordine degli Architetti di Padova, dall’Ordine degli Psicologi del Veneto e dell’associazione Padova Soft City, ha esaminato e comparato i 15 progetti pervenuti, selezionando quindi le cinque migliori proposte da portare in finale. I progetti presentati hanno dovuto considerare quanto già esistente nell’area in questione, valorizzarlo con nuove idee, capirne le necessità e darvi risposte partendo da un migliore utilizzo degli spazi pubblici e della messa in rete dei servizi sfruttando i benefici offerti dalle nuove tecnologie per migliorare le condizioni di vita e di lavoro nell’area. Tutti i cinque lavori finalisti sono riusciti, in maniera diversa, a coniugare ed integrare questi tre aspetti della sostenibilità: ecologici, sociali ed economici. I 5 masterplan, che verranno illustrati per la prima volta pubblicamente, sono di natura multidisciplinare ed agiscono contemporaneamente sull’hardware urbano (infrastrutture, spazi pubblici, aspetti ambientali, edilizia, trasformazioni fisiche) e sul software urbano (cambiamento degli stili di vita, trasformazione delle relazioni, servizi per l’istruzione e la salute delle persone, mobilità sostenibile, nuova occupazione, reti informative e comunicative).

Al progetto vincitore verrà assegnato un premio pari a 25.000 euro, mentre tutti i cinque progetti finalisti verranno esposti in una mostra itinerante.

Invito stampa Premiazione Concorso Padova SoftCity
Programma Cerimonia di Premiazione

Pubblicato il bando “Padova Soft City”

Pubblicazione ufficiale del bando “Padova Soft City”:

http://www.pd.camcom.it/uffici/progetti-speciali-e-comunitari/mirabilia/soft-city.html

“La pubblicazione del bando della Camera di Commercio è un passo importante per lo sviluppo della nostra idea di soft city, la smart city delle imprese padovane – dice Gianni Potti Presidente della Associazione Padova Soft City -. Un’occasione per giovani di talento che sappiano coniugare urbanistica, ambiente, energia, nuove tecnologie, per ridisegnare in chiave smart un pezzo di città, quello dove gravitano quasi 3000 imprese dei cosiddetti servizi innovativi e tecnologici: l’epicentro a nord est delle nostre imprese. Dallo studio preliminare redatto dal Politecnico di Torino ormai qualche anno fa, oggi si passa ad una fase esecutiva, in attesa di poter partecipare, si spera, alle call europee e cogliere così l’occasione di riorganizzare e rilanciare una delle zone italiane a maggior concentrazione di innovazione, grazie alla presenza delle nostre medie e piccole imprese”

Padova Soft City è una associazione composta da imprese del settore artigiano, commercio, industria con lo scopo di promuovere lo sviluppo dell’area chiamata soft city, la smart city delle imprese padovane (www.padovasoftcity.it). Aderiscono imprese del mondo Confindustria, CNA, Confesercenti, UPA, oltre all’ordine degli architetti, Sinloc, Infocamere, AcegasAps, Ordine dei dottori agronomi etc

RASSEGNA STAMPA

Tra Stazione e Stanga, la “Soft City” padovana
GAZZETTINO PADOVA, del 18/02/2015, pag. 4

Potti: “L’obiettivo sono i bandi europei”
GAZZETTINO PADOVA, del 18/02/2015, pag. 4 DOCUMENTI UTILI

DOCUMENTI UTILI:
Elaborati progetto “TERRITORIO PER AZIONI”

Padova Soft City presentata all’Amministrazione – Rassegna stampa

Rassegna stampa

Confindustria al Comune «Alleanza sulla smart city»
MATTINO DI PADOVA, del 14/11/2014, pag. 24

Città digitali: confindustria presenta ‘padova soft city’
CRONACA DEL VENETO, del 14/11/2014, pag. 4

Padova sta diventando ‘intelligente’
GAZZETTINO PADOVA, del 14/11/2014, pag. 15

«Abbiamo colto positivamente – ha dichiarato il vice presidente di Confindustria Padova, Gianni Potti - la decisione del sindaco di affidare una delega specifica all’innovazione e smart city all’assessore Rodeghiero, che per profilo ed esperienza potrà spendersi con competenza su questioni strategiche per lo sviluppo del sistema urbano. L’innovazione è il presupposto per imboccare un sentiero di crescita e attivare per Padova proposte ambiziose, capaci di mobilitare competenze e risorse e di attrarre investimenti».
A fare di Padova l’epicentro del terziario innovativo, secondo Confindustria, la presenza di oltre 3mila imprese dei settori engineering e informatica, ricerca e sviluppo, telecomunicazioni, una prestigiosa Università con 65mila studenti, un centro storico vicino e vivibile, la posizione di snodo logistico strategico per il Veneto.
«Padova ha le carte in regola per diventare il fulcro della smart region del Nordest e competere con le capitali dell’innovazione – ha sottolineato il presidente di Confindustria Padova SIT, Ruggero Targhetta -. Nell’area tra la stazione Fs e la ZIP Sud, passando per Università, Fiera e la Cittadella, si concentra un tecnopolo di attività innovative che è uno straordinario serbatoio di competenze in grado di contaminare il manifatturiero e rilanciare l’economia. Per farlo ha bisogno di riconoscibilità, infrastrutture di mobilità urbana, tecnologie innovative».
S’innesta in questo solco il progetto Padova Soft City. «Soft City può diventare un brand distintivo del sistema Padova – ha spiegato Potti – capace di accrescerne attrattività e competitività e di promuovere un nuovo sviluppo urbano in chiave smart. Siamo pronti a mettere a disposizione del Comune know how e progettualità».
«Il confronto che abbiamo avviato positivamente proseguirà – ha concluso Targhetta – per valutare la possibilità di una collaborazione pubblico-privato che punti all’installazione di tecnologie smart nell’area Soft City, all’apertura di un Soft City point in vista di Expo 2015, alla piena operatività della cabina di regia tra Comune, Confindustria e Università sulle nuove tecnologie e a un progetto sulle città urbane rivolto a giovani architetti e professionisti».

#HackPadovaSoftCity

Cattura

#HackPadovaSoftCity, l’hackathon per le smart cities, si terrà domenica 26 ottobre all’interno del DIGITALmeet presso la sede del Talent Garden di Padova. I partecipanti – Padovadalle 9.00 alle 19.00 – si sfideranno sui temi della smart city attraverso lo sviluppo di soluzioni digitali che abbiano l’obiettivo  di favorire i processi partecipativi e di condivisione nei vari ambiti: sociale, ambientale  ed economico nell’area Soft City Padova.

CHI PUO’ PARTECIPARE L’Hackathon è aperto a tutti e si rivolge a chiunque sia interessato a sviluppare idee o  progetti interessanti, hackers e creativi digitali di età superiore ai 18 anni. L’iscrizione è gratuita e riservata a Team composti da minimo 2 amassimo 5 componenti che presenteranno una candidatura attraverso il form  compilabile su Eventbrite.

Il termine ultimo per iscriversi: 22 ottobre 2014.

INFORMAZIONI E APPROFONDIEMNTI SU: http://www.digitalmeet.it/hacksoftcity

Importante riconoscimento per Padova Soft City

La Giunta del Comune di Padova nella seduta del 13 maggio 2014 ha per la prima volta riconosciuto Padova Soft City come la smart city delle imprese padovane indicandone il perimetro di massima, le caratteristiche e le line guida per il suo sviluppo.

Come Associazione Soft City Padova esprimiamo soddisfazione per questo importante riconoscimento del lavoro di tanti imprenditori e professionisti che credono in questo progetto. Siamo convinti che ciò sarà un ulteriore stimolo per l’avvio di azioni concrete sul territorio.

LEGGI LA DELIBERA PADOVA SOFT CITY

Smart City: sfide e opportunità.

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Venerdì 7 marzo dalle 9.00 alle 16.00 nella sede di Confindustria Venezia si è svolta “Smart City: tomorrow’s challenges & opportunities”, una giornata di workshop e dibattiti sul tema dell’uso delle nuove tecnologie e dei servizi, che, se resi accessibili ai cittadini, ne possono migliorare la qualità di vita. Il fenomeno Smart City, ormai diffusosi in tutta Italia, ha visto dialogare imprese, Pubblica Amministrazione, Università e centri di ricerca. Il workshop operativo, riservato agli associati Giovani Imprenditori di Confindustria Veneto, si è concluso con l’elaborazione finale di alcuni prototipi concettuali di Smart City. A seguire, la sessione aperta al pubblico con la presentazione dei risultati del workshop e gli interventi degli ospiti. Fra i relatori, Nik Baerten, Knowledge Engineer e Co-fondatore di Pantopicon, e l’economista territoriale Federico Della Puppa, due tra i più noti esperti sulle Smart City a livello internazionale. Sono intervenuti anche Gianni Potti, Consigliere Delegato Confindustria Veneto per Agenda Digitale e Smart City, Luciano Gamberini, Delegato del Rettore dell’Università di Padova ai rapporti con le imprese, Marialuisa Coppola, Assessore Economia e Sviluppo, Ricerca e Innovazione Regione Veneto.

26.10.2013: Smart City, E-Government: la sfida delle città Intelligenti, per far ripartire il paese

Si fa un gran parlare di smart city, ma pochi sanno veramente di cosa stiamo parlando…
Nascono le nuove città digitali, dove eco sostenibilità, sicurezza, inclusione sociale sono le parole d’ordine. L’Europa le sostiene e le finanzia, ma in Italia serve cambiare marcia in fretta… Saranno premiate le aree vaste, le grandi città metropolitane. Il fine è la città ideale: il digitale diventa solo il mezzo per vivere meglio, competere con successo e risparmiare risorse.

Se n’è parlato sabato 26 ottobre presso la Sala Rossini del Caffè Pedrocchi di Padova, durante il convegno SMART CITY, E-GOVERNMENT: LA SFIDA DELLE CITTÀ INTELLIGENTI, PER FAR RIPARTIRE IL PAESE (PER L’AREA CENTRALE VENETA UN’OCCASIONE DA NON PERDERE), incontro nell’ambito dell’innovativa cornice del “DigitalMeet – Incontri nel luogo che non c’è”.

Il convegno è stato organizzato in collaborazione con le associazioni fareINformazione e La Specola delle Idee che hanno coinvolto i sindaci delle principali città venete e alcuni dei massimi esperti.

Sono intervenuti: Giorgio Gori – Giornalista, imprenditore, Presidente di InNOVA Bergamo; Gianni Potti –Consigliere Delegato Confindustria Veneto Agenda Digitale e Smart City; Michele Vianello – Autore del Libro “Smart Cities. Gestire la complessità urbana nell’era di internet”. Il convegno è stato moderato da Antonio Ramenghi – Direttore Il Mattino di Padova. Hanno partecipato: Giovanni Manildo – Sindaco di Treviso; Achille Variati – Sindaco di Vicenza; Cesare Pillon – AD AcegasAps; Pierpaolo Cristofori – AD Infracom.

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Nasce la Smart City, la città intelligente

Sul filone agenda digitale (che é solo una road map con all’interno banda larga, digitalizzazione PA, e commerce e chi più ne ha più ne metta…) si innesta la grande opportunità della Smart cities.
Premettiamo che la scuola di pensiero ormai dominante porta a considerare più utile, concreta e stimolante la sfida della Smart city, che la stucchevole discussione sulle provincie, valida sul piano istituzionale, ma molto meno per le imprese. Li nasce la rete dei servizi ad alto valore aggiunto, la vera metropoli forte dell’Assemblea centrale veneta !
Chiariamo poi da subito che la Citta intelligente non è solo tecnologia. Il lampione con il wi fi non lo è. Smart cities è altra cosa. La Città intelligente é fatta di inclusione sociale, nuova urbanistica, bio architetture, sostenibilità ambientale ed energetica, ed anche di nuove tecnologie.
In un mondo interamente connesso, la competizione sará sempre piú tra grandi aree urbane. Saremo necessariamente sempre più connessi tra grandi aree urbane, i nuovi hub della rete. E, senza raccontarci cose non vere, in Italia solo Milano ha queste caratteristiche, perché, ad oggi, gli altri, noi compresi, non si sono aggregati.
Poi sfatiamo un altro luogo comune. La competizione non é, e non sará, come teorizza qualcuno, sui sensori o sulle macchine, ma sui dati e sulla capacitá di lettura e gestione del dato.
Quindi la nuova vera sfida é infrastrutturare le aree urbane e creare connessioni. Questo é il vero tema del Veneto, specie del Veneto centrale, motore del nord est.
In questo scenario che si va delineando il cloud computing, tradotto nella nostra vita di tutti i giorni, significa nomad worker. Non ci sará più un orario, non ci sará un luogo, non ci sará un contratto. A patto io possa avere sempre con me le mie informazioni, i miei dati… La vera nuova ricchezza. Serviranno sempre piú piattaforme che consentano di elaborare i dati ovunque, hosting e – altra cosa – assemblare dati. Ma per fare ció dovremo avere tanta, tanta connessione, stabile, che non ci abbandoni mai…
Sappiamo tutti che nel 2016 la maggioranza dei lavoratori del mondo lavorerà in mobilitá. Siamo giá in un’era post pc. Nel 2015 ci saranno nel mondo un miliardo tra smartphone e tablet, le cosiddette device. E poi va considerato il grandissimo tema del Socialnetwork sul quale si aggregheranno sempre piú le comunitá del futuro. Oggi é sbagliato non parlarne abbastanza in termini di aggregazione sociale, il cosiddetto crowdsourcing, partecipazione, collaborazione di massa. Un modello di business nel quale un’azienda o un’istituzione affidano la progettazione, la realizzazione o lo sviluppo di un progetto, o di un’idea, o di un’oggetto, a un insieme indefinito di persone non organizzate in comunità predefinite. Un pó il mondo liquido di Baumann, per intenderci.
Manca poi, dalle nostre parti, competenza su quella che è chiamata “sentiment analysis”, una nuova professione. Pensiamo alla utilità per un Sindaco di monitorare continuamente Il sentire dei propri cittadini. Sarà questo l’ufficio stampa, l’ufficio studi, l’ufficio relazioni con il pubblico, del futuro. Capacità di elaborare dati che già esistono per indicare le politiche sociali, culturali etc. Mc Kinsey in un recente studio ci dice che saranno 4 milioni e mezzo le persone che faranno analisi del dato nel 2018. Mancano ad oggi solo negli Stati Uniti 1 milione e mezzo di questi analisti…
Ma detto delle competenze che servono, va sottolineato che infrastrutture, cloud computing, tablet, smartphone sono elementi abilitanti, ma non sono la Citta intelligente, che é mettere insieme dati e collegare persone e cose.
La smart community é la Citta che insegna, é la Citta educata, ovvero che impara, cresce. È la città che ad esempio riduce il digital divide tra generazioni. E il vero valore aggiunto, sará mettere insieme i dati, saper leggere l’intero, non produrre il pezzettino. I data saranno il cervello della cittá che si racconta, che ascolta i bisogni, guida lo sviluppo e cresce.
Le città debbono essere competitive. Debbono essere attrattive, per attrarre investimenti e insediamento di nuove imprese in termini di mercato, clientela, mobilita. Per quarant’anni lo sviluppo urbano era stato visto in negativo. Poi è cambiato tutto e maggiori funzioni si sono trasferite verso le città, con i Kibs (knowledge intensive business services) come elemento di sviluppo.